...Che spettacolo... Ieri al Gilda, secondo appuntamento de "Il Palazzo ci appartiene", di Francesca Viscardi; si tratta di un complesso lavoro a cavallo tra lo psicodramma, la commedia Felliniana, un approfondimento sul metodo Stanilawsky e un'esplosione americana, commentato musicalmente da un Dj, e il Trio dell'apocalisse, vale a dire, Amalia, Marco e il sottoscritto. Sottoscritto il quale, passando sul palco, diventa Anadi Mashra rappresentante di Angela Gré. Si tratta di risate vere, che rendono uno spettacolo più spesso. E noi siamo contenti, perché è difficile essere artisti se ci si prende troppo sul serio....
Benvenuti nella versione 2.0 del mio blog SezioneAurea. Pensieri e parole in libertà (vigilata)
mercoledì 18 maggio 2005
sabato 14 maggio 2005
Indira, Indira, Indira più....
L'ambiente: tavolini all'aperto di un Pub in via Crescenzio dal nome impronunciabile.
Gli attori sono Nicola, Picchio, Adriano, Matteo e Hagi.
L'argomento della discussione (che sfiora i Van Der Graaf Generator, annunci di persone sole sul Messaggero, il Derby Roma-Lazio e Incubi a base di citrosodina, bava e arte), diventa - a un certo punto - Indira Gandhi.
Con retorica pedante, didascalico-Lotitesca e nebulosa, mi imbarco in una dissertazione, frutto dell'interesse universitario che ho avuto a suo tempo per la statista.
Era molto che non pensavo alla politica indiana, e la discussione di ieri, seppure alla lontana, mi ha fatto riavvicinare a quello spirito comparativo tra oriente e occidente, fulcro della visione politica di ogni mezzosangue che si rispetti.
E così, mentre mi ostino a non esprimere giudizio di valore sull'operato della Gandhi, ripenso al Mahatma e alla sua Sathyagraha. Rifletto, sempre a partire da un punto di vista spiritualistico, sul perché del successo dei suoi digiuni; li paragono a quelli di Pannella, calati nel contesto italiano anni settanta, e mi viene da ridere. Mi viene alla mente il Presidente Leone, sbigottito, mentre domanda alla Cederna se mai una persona potrebbe arrivare al sacrificio estremo per motivi politici. Non ci crede, il povero presidente: la vita è un bene prezioso, può una persona sacrificarla solo per rompere i coglioni al potere costituito?
Pannella è ancora vivo (e che Dio ce lo conservi in buona salute). Leone è morto molto prima di finire nella tomba. E Gandhi?
Gandhi è riuscito in un miracolo alchemico-divino-spiritual-politico. I digiuni di Gandhi, personalità molto individualistica, sono serviti a depurare l'Organismo India dal male che la corrodeva dentro. Finché è stato vivo, il Mahatma è riuscito a sobbarcarsi i mali di una società dall'ingiustizia endemica e pervicace, mettendo la propria vita in gioco, pur di debellare il lato oscuro del Sè. L'India deve molto a Gandhi, poiché l'India è stata Gandhi, almeno per quindici anni. Quindici lunghi e tormentati anni. E Pannella?
L'Italia è Pannella da sempre. Per questo che non lo stiamo mai a sentire.....
venerdì 13 maggio 2005
Mamma Mia, quante cose...
Conolla sonora dello scritto che segue: Tattva dei Kula Shaker.
Roba di Brit-Indy-Pop, la cui classificazione fa venire i brividi, nonostante l'ascolto non sia così degradante.
Con la Piccola Banda Ikona le cose sono andate avanti alla stragrande. Oltre al concerto del Tor Di Nona abbiamo sbancato anche alla Palma (sul mio sito ufficiale trovate, in home page, un link a delle belle foto relative ai due eventi). La situazione sembra essere piuttosto oliata, i suoni sono belli e i pezzi girano. Ho trovato un ambiente musicale - fino a questa esperienza solamente sfiorato - con cui ho avuto la sensazione di riuscire ad amalgamarmi senza nessuno sforzo. Tra musicisti succede spesso, in realtà; Se un batterista, un percusionista e un bassista si incontrano, nove volte su dieci si crea una bellissima empatia, dovuta a alla cavalcatura del Groove. Ad ogni modo, ogni volta che accade è sempre una festa. E suonare con Marione, Leo, Carlo, Ramya, Elvira, Gabriel, Gabriele e il grande Stefano è stato un vero piacere, umano e professionale.
Intanto, con Amalia sto continuando la realizzazione de "Il Palazzo ci Appartiene", delirio felliniano per attori, luci e suoni, il Martedi al Gilda. Mercoledi, invece, starò al PalaFendi, per l'inaugurazione del posto. Oltre ad Amalia e Marco, presenti al Gilda, rivedrò lo Zio Biseo e il Federale Iacono. E anche di questo sono contentissimo. Mi fanno spaccare, ognuno a suo modo.
Faccio la musica, insomma. Il grande sogno da bambino che diventa realtà nel corso di una vita. Bello. A volte mi reputo molto fortunato, e poco importa se appena mi dichiaro baciato dalla Dea Bendata, tutto comincia a girarmi male. Lo grido lo stesso, perché non è possibile avere paura del proprio culo. Non sarebbe giusto. Avanti così.
-Ciao-
lunedì 9 maggio 2005
Cosa si prova mentre si suona 2
Un musicista si chiede cosa prova mentre suona?
Io me lo sono chiesto un sacco di volte, ma sempre quando non suonavo.Quando sto suonando non mi viene mai in mente, di chiedermelo. Mi capita di pensarci guardando la natura, o meglio, quel poco di natura che posso indovinare, nella mia vita inurbata. Certo, c'è Corchiano, ma lì - oramai - stanno quasi come noi. Cemento, cellulari, computer portatili e Playstation. I motorini truccati, le mazzefionne, e le partite a pallone resistono coriacee, ma cominciano ad avvertire i primi sintomi di senescenza. La playstation costa di meno. Insomma, indovinando un sole di primavera, oggi ho pensato a mio padre, non molto diffusamente, in verità, poi a Scortichini, uno straccivendolo dal deposito del quale rubai un telaio per costruire la mia prima bici non comprata. Ma è stato un attimo. Lo scroscio non troppo lontano di un innaffiatoio serale, mi fa rendere conto dell'odore dell'aria; un odore di acqua su asfalto tiepido, odore di estate inoltrata; le immagini sono a colori vivi, non so se a causa della diversa percezione dei colori che hanno i bambini, oppure a causa del ricordo filtrato dai colori mediatici dell'epoca; sta di fatto che vedo un mondo grandissimo attorno a me, tutto da esplorare. Mi vedo di notte, nel terrazzo con la vista, andare nelle parti più buie, confortato dalle chiacchiere degli ospiti e dei miei genitori. Mi sento desideroso di un campeggio, di dormire sotto le stelle, e mi vedo mettere su un campo base: appoggiato alla parete, un sedile ricavato dai cuscini del dondolo, una coperta non troppo pesante, ocra e blu, con dipinto sopra un sole gigantesco. Due o tre Topolini, per non rischiare di annoiarmi, una torcia con specchio, un pallone e tre pacchetti di crackers. Tanto mi bastava, per sopravvivere. Il suono del treno.....
martedì 26 aprile 2005
venerdì 22 aprile 2005
Casa del Jazz
Bello il nuovo spazio inaugurato ieri dal comune di Roma. Un ampio spazio, bellissimo per collocazione e architettura, dedicato ad iniziative musicali. Sarà da andarci spesso, specialmente l'estate. C'è da augurarsi che un posto del genere non diventi arma politica ed elettorale, ma riesca a mantenere quell'equidistanza richiesta dall'arte. Inaugurazione per giornalisti - con aperitivo. Non male nmmeno quello, anche se alla Societé Lutece, dove poi ho mangiato una seconda volta, è meglio.
mercoledì 20 aprile 2005
Tre mesi....
...Può venire da ridere, a leggere la data dell'ultimo intervento. Però spiega tante cose, come quel famoso bel tacer che non fu mai scritto.
Sono pasati più di tre mesi, durante i quali la vita del sottoscritto è cambiata in maniera piuttosto copernicana. Mi sono laureato, con merito, chiudendo una querelle con i sistemi universitario ed emotivo protrattasi molto in là. E' morto Woytila ed è succeduto sul soglio pontificio un tedesco, a 980 anni dall'ultimo. "Ha la mente di Lutero, ma tutto il resto fa da sè", recita spietata la canzonetta sull'aria del Grande Mazinger dedicata a Benedetto XVI. Di certo, una persona più sbagliata per pilotare la Chiesa nel difficile dopo Woytila era difficile da trovare. Ratzinger offre una linea di continuità con i lati più deteriori, massimalisti e retrogradi della conduzione di Giovanni Paolo II. E in tempi di scelte difficili per l'etica, certi attriti potrebbero scaturire fiamme veramente insidiose.
Berlusconi Equilibrista:
Follini je scappa de mano come 'n'anguilla, Fini è letteralmente basito, e la Lega sta avvelenata come un domenicano nel quattrocento.
Ma il governo non cadrà. Il BerBis nun ce piace 'ppé gnente!
Io e Maddalena, la mia Maddalena, ci siamo lasciati, e ora siamo solo amici.
Ho cominciato a suonare con Stefano Saletti e la piccola banda Ikona, in un progetto divertente e di certo spessore. Continuano i lavori - faticosissimi - della messa in scena degli IncantaStorie. Per maggio-giugno si annuncia la prima.
Ho in ballo un progettino con Amalia e Francesca, che dovrebbe portare alla Televisione; in questo momento, però, vivo una grave crisi esistenziale rispetto ai mezzi di comunicazione di massa, per cui potrei scegliere di non salire sul quel treno. Chi l'ha fatto ai tempi di Aushwitz, non se n'è pentito.
Un'ultima cosa: se mi è venuta voglia di ricominciare a scrivere, qualcosa si muove. E non solo nella mia piccola e insignificante vita. I tempi buoni arriveranno. Le premesse sono le peggori, e questo è un buon segno.
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