lunedì 30 agosto 2004

...Buongiorno, mondo.


Passare dall'europeo alle olimpiadi è un po' come vedere un amico con la moglie col pancione; ti rendi conto istantaneamente di quanto tempo sia passato dall'ultima volta in cui vi siete incontrati, e ci rimani male.
Detto ciò, da queste parti è tutto a posto, tutto va bene, e un anno va ad incominciare. Spero che sia migliore del precedente, che tutto sommato è stato piuttosto pesante, anche se va ad alleggerirsi - almeno così sembra - nell'ultima fase. Sistemate alcune questioni (laurea, abilitazione da pubblicista) si potrà cominciare a pensare in chiave migliore. Nel frattempo saluto la rete pubblicamente, augurandomi di ricominciare a postare con maggiore continuità. Ad maiora. H.

sabato 19 giugno 2004

Buongiorno Italia, buongiorno Maria.


...Le canne.... Dio, le canne che ho dovuto stopparmi per digerire Trapattoni.... Che amarezza, vedere una squadra fortissima castrata da chi dovrebbe renderla più forte.

lunedì 14 giugno 2004

Totò, Peppino e le elezioni europee


Le elezioni di quest'oggi (gli spogli non sono terminati, ma i risultati possono ritenersi definitivi) regalano una serie di riflessioni su cui vale la pena di soffermarsi. Da un lato il crollo di Forza Italia ci racconta della volontà dell'elettorato non di cambiare aria, ma di mettere in discussione la leadership incontrastata del cavaliere. Con FI ridotta al 21%, Follini (!) e la Lega che sono cresciuti notevolmente e AN che risulta essere stabile al 11% circa, tra le poche forze principali a non aver avuto un calo, l'agenda del presidente del consiglio dovrà essere certo modificata. Le riforme in senso federalistico dovranno essere cconiugate con quelle che il centro richiederà, per onorare la sua base di consenso. Insomma, Fini, Follini e Maroni tengono Berlusconi per le palle. Certo, appare chiaro che la legislatura finirà senza andare ad elezioni anticipate, poiché gli scombussolamenti elettorali previsti si sono verificati all'interno degli assetti dei due schieramenti, non con travasi di voti da una parte all'altra. Per la sinistra il discorso cambia. A mio parere, non si può parlare di débacle. Certo, la scelta della frammentazione elettorale per una politica unitaria portata avanti per queste europee è un po' da tarare, ma sembra essere una scelta sensata. L'Ulivo ottiene un 31% che non può essere considerato soddisfacente, ma la pluralità delle voci a sinistra, considerata oramai come una linea politica definita, contiene il 2,3% di Di Pietro e Occhetto, il 2,3 dei Comunisti Italiani, l'apporto dei Verdi, Marini e Mastella, nonché quel 6% di Rifondazione, che - oggettivamente - tiene anch'essa Fassino, Rutelli e Boselli per le palle. Ora, al di là di analogie da caserma, si vede che la situazione è diversissima, ma la tendenza è sempre quella. I due schieramenti sono solidi per elettorato; non credo che chi ha votato Pancho Pardi abbia sostanziali riserve nei confronti di un Diliberto, così come chi ha dato il voto a Berlusconi possa nutrire dubbi sull'affidabilità di Fini. Il problema sarà la coesistenza tra UDC, AN e una lega al 4,5%; sarà l'effettiva coesione dell'ala ulivista ex-DC con Rifondazione, che ha un tale Nunzio d'Erme nelle sue fila, difficilmente digeribile da un Mastelliano. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Quello che è risultato da questo turno elettorale (aspettando le amministrative) è che si rinsaldano solo le pregresse difficoltà di fusione. Esce una nuova vittoria del proporzionale all'Italiana, che riesce a mettere sotto la stessa solida maggiornaza di governo un partito Secessionista ed uno nazionalista mentre, dall'altra parte, comunisti e democristiani costituiscono il nerbo dell'opposizione. Altro che svolta di Salerno, o il compromesso storico di Berlinguer.Queste sono cose dell'altro mondo. Totò e Peppino, intanto, guardano dall'alto e sorridono benevolmente. L'Italia, penseranno,non cambierà mai.

martedì 23 marzo 2004

Equinozio


Oggi è stata una giornata come tante altre, in questo concitato inizio di nuovo millennio. Ieri è stato sospeso il Derby per degli scontri che non hanno niente a che vedere con un popolo civile, che sono costati danni a strutture usate solo da chi le ha distrutte - a testimonianza del fatto che gli ultras di qualsiasi squadra non brillano per intelligenza e lungimiranza. E poi feriti, paura e brutture, operate davanti a famiglie e bambini. Temo che le scene di guerriglia urbana cui abbiamo assistito siano state anche apprezzate da alcune teste di cazzo; ché poi è la cosa più triste.
Poi gli Israeliani hanno ammazzato Yassin. Da un primo giro di commenti risulta che la scelta sia stata miope, ma non insensata.Senonché, almeno in occidente, Yassin risultava essere il più importante esponente dell'ala moderata di Hamas. Il ché mi porta a pensare che gli israeliani vogliano estremizzare il conflitto politico, sperando che, decapitando Hamas (che ha il novanta percento dei consensi dei territori), si riesca a presentare la questione palestinese nel contesto internazionale solo come un problema relativo alla lotta al terrorismo.

sabato 6 marzo 2004

Passa l'esame della conferenza Stato-Regioni sul disegno di legge Fini sulle droghe


Un'altra goccia cinese in questo stillicidio. L'ingiusta legge Fini sulle droghe (di cui si è già parlato in questo Blog) ha fatto un altro piccolo passo verso la sua definitiva attuazione. Ormai è pronta per affrontare l'iter parlamentare, ma - se l'opposizione annuncia battaglia - è anche vero che qui c'è bisogno di BARRICATE, non di battaglia. C'è la volontà popolare espressa da un referendum abrogativo in ballo. Ma è possibile che questi possano calpestare tutto quello che vogliono senza incontrare resistenza?
Perché chinare il capo alla prepotenza? Disobbedienza civile non violenta da parte dei tossicodipendenti. Boicottaggio di un governo che promette e non mantiene, da parte di tutti gli altri, che stanno per essere infinocchiati con misure che non abbasseranno certo le tasse, ma serviranno a dare linfa (virtuale) ad un esecutivo che sta peggio di Sanremo. SVEGLIAAAAAAAAA

Sanremo è Sanremo


...Sogno o son desto?
C'è Mino Reitano che spacca tutto sul palco dell'Ariston.
Poi Silvio Muccino che lancia Nathalie Cole. Non c'è pace sotto gli Ulivi

lunedì 23 febbraio 2004

Brad Mehldau


Ieri concerto di Brad Mehldau all'Auditorium.
Il Trio era composto, oltre allo stesso Mehldau, dai bravi Larry Grenadier al Contrabbasso e da Jorge Rossy alla batteria. E' il primo concerto del pianista che vedo, lui l'ho conosciuto, grazie a Luca Bernardini, quest'estate. Il disco era Largo, ed è stato amore a seconda vista. Già, perché ho avuto un qualche problema iniziale ad interpretare lo swing di questo musicista, ma la pastosità del suo suono mi ha catturato poco a poco, senza fretta.
L'ascolto del disco è stato completamente riletto, alla luce del concerto. Mi spiego meglio: dal vivo si ha l'impressione, che su una registrazione non si può percepire, che Mehldau crei le tessiture armonico-ritmiche in tempo reale; il risultato è la sensazione è che egli stia in improvvisazione costante, azzardi sempre qualcosa di estemporaneo, e cada sempre in piedi. Di qui potrei parlare di un'infinità di cose; di come il batterista e il bassista mi abbiano fatto impazzire per il gusto e la semplicità di alcune soluzioni elegantissime; dell'atteggiamento introverso di Mehldau, che tanto richiama quell'esistenzialismo con cui tanti critici l'hanno ammantato; dell'accordo maggiore, assolutamente Bachiano con cui ha avuto fine l'ultimo bis, quindi l'ultima cosa detta dal jazzista ad un pubblico attento e soddisfatto. Potrei, ma in realtà  è semplicemente volato un bellissimo concerto.  E quando - in una Roma mai piovosa come questi giorni -   siamo usciti,  il cielo vicinissimo, gli ombrelli aperti e quell'impremeabile che correva in lontananza con un giornale sulla testa hanno avuto un sapore diverso. Un'intera giornata uggiosa ha avuto improvvisamente senso.