mercoledì 7 agosto 2013

De-Costruzioni

http://www.valigiablu.it/cosa-non-ha-realmente-detto-il-giudice-esposito-sulla-sentenza-mediaset/

Condivido e condivido. Occhio, gente che il nemico non è l'altra parte politica : è la pigrizia con cui si recepisce l'informazione. Si può essere pigri (non tutti hanno possibilità, tempo o voglia di fare il mestiere che pennivendoli e leccaculi non fanno più da decenni) ma poi bisogna accettare di essere ignoranti sui fatti. L'overflow d'informazione ha generato letargia collettiva e sociale, oltre che il mostro del fideismo acritico in politica. Ma siamo tutti sulla stessa barca, e scannarci non gioverà ad altri se non ai soliti. 
Alzare le soglie di partecipazione critica. 
Rifiutare la dialettica polarizzata e farcita di slogans da curva. 
Pensare al potere come capacità di equilibrio e non di soverchia. Come responsabilità, e non come garanzia di impunità.
Chiamare i politici "politici" e i ladri "ladri". 
Evitare le generalizzazioni, sono create ad arte per farci perdere contatto coi problemi reali. 
Ricordare che il razzismo è un abominio: possono un miliardo e mezzo di cinesi essere tutti stronzi? Siamo seri...

lunedì 5 agosto 2013

Itagliati

Farsa Italia, Forza Antigua, Berluscazz e compagnia cantando.
B. Ci ha offuscato le coscienze, sostituendo progressivamente la nostra capacità critica con la polarizzazione fideistica a base di slogans. La TV commerciale ha sostituito mitridaticamente il ragionamento con il tormentone, l'intelligenza con la furbizia, la luce degli occhi col sopracciglio depilato. Le tribune politiche si sono fuse con l'avanspettacolo, ed è nato il Talk Show, ennesimo sdoganamento della menzogna libera e impunita. E la sinistra si è adeguata goffamente a questi scenari, svendendo i suoi pezzi più genuini e imbarcando reggimenti dalla vecchia DC. E così, dopo 20 anni tutto è fatiscente, laddove promesse di rinnovamento rendevano tutto scintillante e carico di promesse di benessere facile. E la dialettica politica è andata a farsi fottere, sostituita dai cori da stadio. È bastato appaltare il cantiere delle coscienze a questa destra (che destra non è) e nascondere sotto il tappeto il nostro senso civico, roba di cui vergognarsi. Preferire la fedeltà all'indipendenza di giudizio. Premiare i clienti e punire le eccellenze. Poi, tutti dietro la balena come pesci pulitori, nella speranza di qualche avanzo. L'intellettualità è stata acquistata, quasi tutta. Anche chi dà addosso a B. ne ha accettato il gioco, e si è fatto infinocchiare dalla palude del "con me o contro di me". Ora che la legge ha seguito il suo corso, ora che abbiamo la certezza giuridica che B. è un delinquente ( in senso stretto), lui agita lo spettro della guerra civile, contrapponendo alla certezza del diritto il peso elettorale. Poi ci viene a raccontare che la magistratura favorisce lo scontro istituzionale.
Oramai è chiaro che solo la sua morte libererà il paese dalla sua presenza, e c'è da augurarsi che avvenga prima che lui decida di morire con tutti i filistei. Da chi si sente unto dal Signore, c'è da aspettarselo.

venerdì 2 agosto 2013

Giustizia sportiva squalificata

Come da copione, quando si tratta di colpire la Lazio, persino la certezza del diritto sfuma. Non c'è da rallegrarsi se dei quattro anni chiesti da Palazzi - unitamente a 6 punti di penalizzazione e l'ammenda per frode sportiva alla Lazio - il primo grado racconti di 6 mesi di squalifica a Stefano per omessa denuncia e 20.000€ di multa alla società per responsabilità oggettiva. Non bisogna essere contenti, nonostante la giustizia sportiva (per la quale anche un ragionevole dubbio può essere sufficiente a comminare una pena severissima) non abbia *potuto* "menare" di più.
Aspettiamo il ricorso, che verrà presentato dai legali di Mauri e non da Palazzi. Noi vogliamo piena assoluzione e risarcimento: oltre la gogna mediatica, gli si sono aperte anche le porte del carcere. Vogliamo che Mauri si rivalga su Palazzi e il giornalista Mensurati presso le sedi competenti, perché c'è il fondato sospetto che essi abbiano allestito una vera e propria macchina del fango; due anni di sospetti insinuati obliquamente, con delle tecniche da lista di Proscrizione, e conseguente danno d'immagine. Il ragazzo è stato bravissimo a sopportare la pressione, giocando tra l'altro un'ottima stagione, ma adesso è ora di passare all'incasso.
Ora è il tempo del ricorso, e della pretesa della completa riabilitazione. Poi verrà il tempo delle scuse, infine quello della rivalsa civile.

giovedì 1 agosto 2013

Reo Silvio

Si, mi viene da ridere. Amaramente magari, ma mi viene. Ah, se fossi Guzzanti. Con uno spettacolo sul PD di adesso in giro per teatri, farei una fortuna, senza contare i diritti SIAE, i DVD e la TV! Meccanismo semplice e lineare, da Occhetto a Letta. Uno spettacolo che si scrive da solo. Violante. Fassino. Bersani. Finocchiaro. Dal servilismo in penombra agli F35 votati con lui. Eppure, 20 anni passati a dargli addosso; con dolcezza, però. Perché diciamocelo, a sinistra non siamo tutti criminali, come dall'altra parte: da noi ancora c'è posto per un po' di fresconi, e uno sta scrivendo queste righe.
Così arriviamo al colmo della tenerezza degli ultimi anni: il bene comune (delle pensioni di Montecitorio), il sostegno all'avversario sfortunato,  le larghe intese. Larghe come le pareti anali di tanti della base del PD, intese perché ci siamo intesi. Ora che è finito, tutti al suo capezzale, come se fosse Cesare. Un uomo che ha incarnato l'avversario più spietato della sinistra, che ha contribuito a farci tornare al basso medioevo, che ha punito il merito è premiato la fedeltà, almeno in politica, ora è guardato con rispetto dai suoi avversari, che lui si è spolpati con calma e scientifica precisione. Il rispetto che - effettivamente - i piccoli uomini devono al grande pezzo di merda!
Difficile non confrontare la Forza Italia che verrà con quella di vent'anni fa. Impossibile non rattristarsi guardando il video di ieri, realizzando che Berlusconi è invecchiato, e che in questo lasso di tempo lo abbiamo fatto tutti, vittime della sua fascinazione, congelati in un eterno presente e schierati a nostra insaputa. Ed ecco arrivare la nostra seconda Salò, in meno di ottant'anni. Ora ci manca solo
una bella prova di furore popolare, tanto per dimostrare al mondo - ma non ce ne sarebbe bisogno - di che pasta meschina e irresponsabile siamo fatti.



Castelli di carta

Dire che il ministro Kyenge è una nullità, denuncia con chiarezza il problema primo di questa classe dirigente (digerente?): una sistematica rimozione, freudiana nella sua prevedibilità. Castelli, che in uno stato di normalità istituzionale sarebbe un mediocre politico locale di piccolo cabotaggio, è colonnello di un'ala oltranzista della Lega, movimento sciovinista e familiare dei Bossi, i quali ne hanno usato la cassa per i propri capricci privati.
Ho esagerato? Calcolando che a sentire le camice verdi dovrei essere d'appoggio ad una "lobby di sodomiti" ci sono anche andato leggero.
Tornando a bomba, si diceva di Castelli. Parla della Kyenge come una nullità, per poi correggere il tiro: "nullità politica". Dalla padella alla brace. Un ministro della Repubblica tacciato di nullità da un inquilino di Montecitorio racconta di un sistema allo stremo, che legittima oziose speculazioni sul nostro parlamentarismo e alimenta la possibilità di derive autoritarie, quantomeno nell'immaginario catodico e collettivo. I leghisti (non tutti, ma la maggiorparte) rifiutano di accettare l'idea che gli extracomunitari possano avere una rappresentanza; sono terrorizzati dal l'eventuale caduta dell'iniqua disparità tra cittadini italiani e non. Ti credo. Una volta caduta (ed è solo questione di tempo), tutti si sveglieranno da questo letargo della coscienza durato vent'anni, e si ritroveranno come Don Falcuccio: senza pensione, senza lavoro, e senza vittime, a parte loro stessi.
Caro Castelli, cari leghisti: avete causato un ritardo nello sviluppo di politiche integrative irrecuperabile, precipitandoci fuori dall'Europa e avvicinandoci al Nord Africa; avete appoggiato politiche disastrose per il paese solo per mantenere il Trota (e chissà quanti altri); vi state sbranando tra di voi per quattro spicci, e avete portato i peggiori esempi di razzismo becero e retrivo ai livelli più alti delle istituzioni. Continuate a peggiorare il paese, e sembra che non vi stanchiate mai.
La storia vi sbugiarderà, qualsiasi intellettuale degno di questo nome già l'ha fatto. Nel frattempo, per favore, collegate il cervello, quando presente, prima di parlare. No Castelli, c'è scritto "quando presente"!

mercoledì 31 luglio 2013

Caro De Gregori...

Sei un cantautore, hai regalato perle inestimabili al folk poppeggiante italico, hai raschiato il barile dell'immaginario veterocomunista con gli incisivi, resuscitando Giovanna Marini quando nessuno avrebbe mai scommesso una lira sulla bontà de "I treni per Reggio Calabria" in epoca postideologica.
Poi leggo un post di Adinolfi che esalta una tua intervista con Cazzullo. Paura. Mi precipito a leggerla,magari oggi Adinolfi è di sinistra, a volte capita. No, oggi no, ahimè.
Leggo i pensieri di un anziano disilluso, pieni di buonsenso da banco del mercato/salotto Pratino buono. Ma davvero hai votato Monti alla camera? E com'è che i No Tav ti stanno così sulle palle? Ti urta il concetto di Autodeterminazione? Credi che il primato dell'economia sulla politica cui ti sei arreso legittimi un potere lontano ad impossessarsi del territorio altrui con la forza?
Come dire, la tua generazione ha magnato tutto quello che c'era come se non ci fosse un domani, nemmeno le briciole ci avete lasciato. Il campo della sperimentazione è svuotato, il pensiero politico è omogeneizzato dal sistema mediatico che ha arricchito voi e impoverito noi; avete dilapidato i frutti di una ricostruzione postbellica faticosa ed eroica in meno di una generazione. Non avete neanche avvertito il bisogno di una successione,come se il mondo finisse con la vostra morte. E in un certo senso ci avete indovinato, ma ci voleva poco: se predico il crollo di una casa prima di abbatterla, non è che sono Nostradamus. Insomma, amico De Gregori: grazie delle tue perle di saggezza da Pensée Unique. Complimenti per la capacità d'adattamento, d'altronde una certa rinnovata bonarietà verso la proprietà privata viene naturale quando si possiede l'attico con la vista e la villa alle Eolie. Oh,non preoccuparti, sei in ottima compagnia; solo, ti prego: quando qualcuno ti chiede della crisi di identità della sinistra, collega il cervello prima di rispondere. Tu sei l'incarnazione della sua schizofrenia, perché sei caduto nella rete liberista dell'acquisto dell'intelligenza nemica, sei diventato quello che Gramsci chiamava Intellettuale Organico al pensiero egemone. Un faro cui riferirsi per mantenere lo status quo. Niente di scandaloso, solo molto triste.
Saluti da un poveraccio di sinistra per davvero.

martedì 30 luglio 2013

Giustizia? Meglio parlare d'Aldro!

Segatto, Pontani, Pollastri e Forlani oggi tornano a lavorare per la polizia. Prontamente, i social insorgono in un turbine di indignazione. E ci mancherebbe!
C'è in generale qualcosa di distorto, però. Un senso di democrazia spuntata, di dissenso fine a sè stesso, di assenza di peso decisionale del cittadino-elettore. Sì, perché dato per scontato che è sbagliato il Far West, e che l'ordinamento esiste per tutelare il cittadino, mi viene da pensare ad alcune banalità: la prima è la solita, vecchia di 12 anni: se tu mi picchi vado dalla polizia, ma se mi picchia un poliziotto, io 'ndò vado?
La seconda è relativa al concetto di contropotere. Nessuno è nostalgico degli anni settanta, in cui persone venivano gambizzate e trucidate per molto meno. Ma se la democrazia diventa un teatrino in cui maggioranza e opposizione si nominano da sole e all'occorrenza si alleano; se il distacco della classe dirigente è istituzionalizzato; se questo senso diffuso di impunità viene addirittura sbandierato; metteteci tutti i "se" che avete in testa (e che non vi pare opportuno dire): sono solo io a notare che l'arroganza del potere non conosce ostacoli da 25 anni circa? Una buffonata incivile, insensibile e manifestatamente provocatoria come il sit-in tenutosi a Bologna in favore di quei quattro sarebbe stata azzardata nel 1977?
Quindi, c'è poco da indignarsi. C'è da prendersela con sè stessi.

Ah, a proposito: qualcuno sa se danno Siena-Lazio in TV, stasera?