lunedì 5 dicembre 2005

Novità? O non-novità?


Oggi inizia una nuova settimana. Quella che si è conclusa ieri è stata da dimenticare. Anzi, no. Non dimenticare MAI certe cose, può aiutare a leggere il romanzo della propria vita in maniera sempre più creativa. Ahimé, lo dico per quei pochissimi che seguono questo Blog, sto per scrivere un intervento incline a un facile biografismo, e sento sfiorarmi lo Spiritus Constantini, quel senso di superpotenza che acchiappa allo stomaco il minus habens trasformandolo in Arbiter Elegantiarum.
In poche parole, significa che sto per scrivere cazzate, tipo quelle che un coglione qualsiasi - di quelli orbitanti intorno a Cinecittà - regala agli amici del bar sotto lo sguardo di una telecamera che sta solo nella testa sua.
Quanto all'uso del latino, ricordatevi che sono Laziale, e Il "Lotitese" mi appartiene. Passiamo oltre.
Spesso mi trovo a commentare situazioni, fa parte della missione che mi sono dato; quando mi trovo a farlo, cerco sempre di elevarmi dal piano delle contingenze che sono oggetto della mia analisi. Ci si può elevare in tantissimi modi, quello più consono al mio modo di essere è l'esaltazione dell'onestà.
Mi piace vedermi come una specie di "Paladino senza macchia e senza paura", che magari lotta contro i mulini a vento, ma di cui non è mai in dubbio né la specchiata onestà - pubblica e privata - né la propensione alla giustizia.
C'è un momento nella vita in cui tutti noi siamo chiamati a guardarci dentro. C'è qualcosa di peggio della disonestà? C'è.
E' la disonestà inutile, priva di quel germe di grandezza sempre presente nel male. E' il saper approfittare di situazioni di vantaggio, senza mai farsi cogliere di sorpresa. Parlo di quando le cose "vanno come devono andare".
E' un sistema che va contro la vita vissuta, intesa come quell'insieme di sorprese, coincidenze, imprevisti, errori e vittorie che costituisce il sale, il Ras della vita esperita.
Io amo la vita, a volte vorrei amarla di meno. Vero è che - a quanto pare - lei ama molto me. Quindi toccherà rimboccarci le maniche, e vedere che mi riserva Saturno, di qui ai prossimi tre anni.
Morire si deve, sapere quando non ci è dato, quindi, in alto i cuori, e avanti così. Anzi,  Sursum Corda. Alla faccia degli Assiro-Babilonesi.


martedì 8 novembre 2005

Sfogo


La cadenza delle notizie date dal sottoscritto rispecchia la pigrizia mentale e l'accidia cronica pervedenti quest'ultimo.
Il bizantinismo e l'astrusità della lingua scritta in queste poche righe seguono un preciso disegno estetico, orientato al decandentismo e alla scarsa fiducia nel futuro.
Ma ora basta. Non sono mai stato un grafomane, e i miei pensieri sono sempre stati semplici e modulari, piuttosto che complessi e organici. Il mondo Internet mi sbatte fuori strada a sportellate, un po' come Vale a Gibernau: con forza e pochi scrupoli. Non c'è spazio per quelli come me, nell'etere?
Io decido di rientrare, e far saltare tutti gli schemi, se necessario.
Un po' come quelli che, quando stanno perdendo, lanciano in aria la scacchiera, decido di cancellare i sensi di colpa dettati dalla scarsa prolificità. Decido di NON levare il link a Clarence dal mio sito personale, e di assumermi tutte le responsabilità di un blog poco aggiornato e un po' abbandonato a sè stesso. Non importa se la mia immagine cibernetica risulti essere lenta, pigra e arruffona. Questo è il mio senso, adesso. In carne e bytes.

mercoledì 12 ottobre 2005

Terremto in Kashmir: Lo Stato dell'Arte


Buongiorno a tutti. Circa alle 6 di questa mattina, ora Italiana (quindi alle 9 del mattino locali) un devastante terremoto - magnitudo 7,6 della scala Richter, con epicentro nel Kashmir Pakistano, ha raso al suolo interi villaggi, ed è stato avvertito a Delhi, Islamabad e Kabul. Un primo riscontro - tratto da fonti militari - lancia una proiezione di migliaia di morti nelle zone impervie della frontiera montuosa tra India e Pakistan, mentre al momento già 500 sono le vittime accertate nel distretto di Manshera.
Questo scrivevo, direi troppo stringatamente, all'indomani del terremoto del 8/10/2005 in Kashmir.
Ora, però, è il caso di un qualche approfondimento, come mi è stato fatto notare da più di un lato. E quindi, obbediente siccome bimbo secchione, ecchime qua.

La prima scossa, fortissima, 7.6 Richter di magnitudo, ha colpito intorno alle 9.25 ora locale (circa le 6 del mattino in Italia) di sabato 8 ottobre 2005. L'epicentro 10 Km sotto Muzzafarabad, città del Kashmir pakistano, andata praticamente distrutta,.
Alla prima scossa ne sono seguite numerose altre. Ad oggi sono state rilevate 45 scosse di assestamento. A nord-ovest, il terremoto è stato avvertito nella North-West Frontir Province, dove ha fatto danni e vittime, e addirittura in Afghanistan. Le notizie hanno faticato a filtrare, anche perché le zone maggiormente colpite sono rimaste isolate. Il bilancio attuale delle vittime –forse provvisorio per sempre – parla di una proiezione di 30/40.000 vittime.
Esaurita la terribile cronaca dei fatti, proviamo oggi, dopo quattro giorni dalla tragedia, ad analizzare i risvolti politici della faccenda.
Anzitutto, sono piovute critiche alla macchina dei soccorsi. Sia in India che in Pakistan, la disperazione per la lentezza e la disorganizzazione delle operazioni ha sfiorato il tumulto popolare. Sonia Gandhi è stata contestata ad Uri. Dal lato Pakistano, il fatto che siano morti moltissimi bambini, quasi azzerando un’intera generazione, ha acuito le tensioni già altissime tra i civili. L’esercito ha faticato a raggiungere le zone più impervie, costringendo la gente a scavare a mani nude per estrarre i corpi dalle macerie, e cercare eventuali superstiti. Solo oggi, visto il miglioramento delle condizioni climatiche si è riusciti a riprendere le operazioni di scavo; in Kashmr – zona montuosa- è piovuto e nevicato per i giorni successivi alla scossa, rendendo ancora più difficile il transito dei mezzi su strade montuose e non asfaltate. Per aggiornamenti il sito della Tv indiana New Delhi Television è abbastanza aggiornato.
Per rendersi conto della tragedia e delle difficoltà dei soccorritori, si può fare una prova: Con un pprogramma di visione geosatellitare (Google Earth, Nasa World Wind), cercate la città di Uri, in India: Vedrete quanti villaggi montani si trovano nella zona colpita.
· India e Pakistan: due gestioni diverse
Appare chiara una differenza sostanziale nella condotta diplomatica di India e Pakistan: mentre il secondo richiede assistenza da parte degli organismi internazionali (Musharraf ha lanciato un appello che potete leggere QUI, l’India si trincera dietro un atteggiamento di rifiuto di ingerenze esterne, contando sulle proprie forze e assicurando un pieno controllo sulla situazione. Ciò che insospettisce è il quadro generale dell’informazione da parte indiana: sin dalle prime battute delle agenzie, è apparso subito chiaro un atteggiamento insipiente da parte degli organi di stampa On Line indiani. La precipitosa fornitura di cifre ufficiali da parte governativa (600 morti a Srinigar, 2000 case distrutte e alcune migliaia di senzatetto) stride con l’atroce calcolo di vittime fatto dall’esercito pakistano e da numerose ONG: inoltre mancano all’appello circa 10.000 persone nel Kashmir indiano, ma la notizia – per quanto ovvia - è stata data in maniera tardiva, e le è stato conferito poco risalto. Staremo a vedere. Appare quantomeno sospetto il fatto che un terremoto avvertito nell'Himachal Pradesh, nell'Uttaranchal, nell'Uttar Pradesh e persino in Madhya Pradesh e nei due Gujarat, che ha registrato danni agli edifici e paura tra la popolazione di Delhi sia stato così contenuto, visto che l’India non è certo il Giappone, in quanto a tecnologie antisismiche, e visto che la città di Uri non esiste più. Appare chiaro che le ambizioni indiane di leadership nel bacino dell’Asia Meridionale partono anche da prove di forza nel’agone internazionale; è già la seconda volta che l’India rifiuta aiuti, la prima fu in occasione dello Tsunami che cancellò le Andamane. E intanto Benedetto XVI auspica un aiuto internazionale, e prega Dio perché dia forza ai soccorritori.
· Primi problemi politici post catastrofe

Come spesso accade in occasione di eventi di portata così catastrofica, la società umana reagisce con la coesione tipica della specie che deve difendersi, salvo poi, a situazione “normalizzata” – e le virgolette sono d’obbligo – ricordarsi delle divisioni precedenti.
Niente eccezioni, nel nostro caso. Le dispute confinarie e l’odio politico e storico tra India e Pakistan sono stati accantonati giusto il tempo della pioggia. Poi?
Oggi, su un editoriale del Daily Times visibile QUI viene considerato il riaffiorare delle divisioni politiche in Pakistan, seppure in un ovvio e irrinunciabile clima di solidarietà. A sentire le dichiarazioni d’intenti nelle Tv Pakistane, le frizioni tra Sharif e Musharraf sembrano essere accantonate in favore della ricostruzione. Ma sotto la cenere la brace scotta assai.Le divisioni tra le parti politiche, divise tra interessi dell’esercito, ali filoamericane e filo-Pashtun vengono definite da analisti “una tragedia peggiore del terremoto”. In questo quadro si inserisce la delicatissima gestione degli aiuti indiani: Nella sua “nuova veste” di pretendente alla leadership dell’Asia meridionale, l’India offre aiuti al Pakistan, che faticano ad essere accettati, poiché questi esigerebbero il transito dell’esercito indiano nei territori contesissimi del Kashmir pakistano (Cfr. The Hindu, 11/10/2005 “A Tragedy and a Oportunity”).
La situazione , insomma, è in via di definizione, seppure tra mille difficoltà. Un’intera generazione di bambini è stata spazzata via, creando un danno forse insanabile per le popolazioni di quei posti.
Tra le fonti più aggiornate ed attendibili, consultate http://quakehelp.blogspot.com/
Si tratta di un blog di informazione sui fatti, usato come strumento operativo ai soccorritori e conoscitivo per i giornalisti.
Per un quadro geosismico della zona, ho trovato interessante questo sito: http://eduseis.na.infn.it/didattica/laboratorio7/laboratorio7.htm dove vengono intabellati statisticamente i terremoti più forti degli ultimi anni, permettendo una localizzazione delle aree sismiche peggiori del pianeta.
Per un quadro storico politico in lingua Italiana, consiglio il sito www.stinger.it, fondato dal mai abbastanza compianto Sergio Trippodo e diretto dalla brava Francesca Marino

mercoledì 10 agosto 2005

Atri, Etno Jazz Festival - Giovanni Locascio Live!


Ieri, 9 agosto, la Piccola Banda Ikona (al completo) si è esibita nella Piazza del Duomo di Atri (Te), in un concerto ricco e pastoso. Le mie percussioni si sono come sempre infilate tra basso e batteria (dei due compagni d'avventura Leo e Mario) con naturalezza, e la "botta" ritmica ne ha giovato, eccome. Brani come Aion, Tagama, Napoto Makambo , per esempio, ne sono usciti decisamente rinvigoriti. Il Sòr Cesàri ha un drumming che pare fatto apposta per incastrarsi e complementarsi con il mio, e Marione Rivera è uno di quei bassisti con i quali ti sembra di suonare da sempre. Te dà pure gli stacchi. Che puoi volere di più?
Presentato tre volte dal SòrSa come Hanagi Agi Mishra, mi sono esaltato nel leggere  - nelle migliaia di volantini che giravano per il paese il nome di Giovanni Locascio alle percussioni. A saperlo, avrei piazzato qualche stecca di proposito...
Scherzi a parte, il mio bellissimo nome ha problemi Karmici ad uscire fuori, ennesima conferma - se mai ce ne fosse stato bisogno - che devo sudare più del dovuto per raggiungere ciò che mi interessa davvero. Una sorta di "controblanciamento" al culo che ho per diverse altre ragioni. Bene: finche la bilancia è in pari, l'equilibrio regna sovrano, e la natura - più saggia dell'uomo - può operare le proprie scelte.
Presto vedrò di mettere le foto di questa bella serata sul mio sito (o quantomeno un link).
Io parto. Me ne vado in Sadegna per una breve, bastarda e meritata vacanza di una decina di giorni scarsi. Arrivederci a Porto S. Stefano, il 22 agosto, sempre con la Piccola Banda Ikona e il 23 e 24 a Carpineto romano con IncantaStorie.
Abbàci!
H.

martedì 2 agosto 2005

Foto Festa Hagi a Corchiano


...Oltre al commiato, ecco il link alle foto della mia festa il 28 luglio!

Pausa di Riflessione - Vacanze


Carissimi amici miei vicini e lontani,
Trovo il modo di scrivere due righe, dopo aver constatato ieri, al piccolo pub di Borgo, che capita sempre più di rado.
Lo spettacolo "Il Dolce Canto Degli Dei" (di Renato Giordano con Giancarlo Giannini, Silvia De Santis, Marco Quaglia e le musiche della Piccola Banda Ikona) è andato bene. Ho fatto due serate (una alle Leuciane di Caserta e un'altra al festival dei Tre Porti a Civitavecchia), in cui - udite, udite - ho suonato pure la BATTERIA. ora sabato mi aspetta il Fescennino d'oro a Corchiano con i DiversIncanti di Raffaela Siniscalchi, poi.....
ghghghhghghhhahahahgghghgggagg....
V A C A N Z E ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! !
E' stato bello stare con voi per quest'anno. Mi avete fatto compagnia, a vostro modo. Mi sono sentito un po' da un impersonale psicanalista catodico, raccoglitore di pensieri e sensazioni. Si ricomincerà tra non molto, diciamo a settembre, come a scuola.

mercoledì 6 luglio 2005

Incubi


Gli Incubi.
L'incubo è maledetto, perché scavalca tutte le dighe che la nostra coscienza frappone tra le nostre paure e il mondo che ci circonda. Così succede che a volte uno va a dormire, e si trova assediato dalle situazioni più temute; prova in maniera profonda tutte quelle situazioni per cui, in stato di veglia, lavora alacremente al fine di evitarle. Quando ciò accade, lo sfigato in questione si sveglia, e si trova a fare i conti con le riflessioni arrivate assieme al sogno. Non è bello. Forse sarà costruttivo. Insegnerà ad elaborare lutti. Permetterà una crescita più equilibrata. Forgerà il carattere in senso più nobile. Però -cazzo - è brutto assai. Lascia per tutto il giorno l'agghiacciante sensazione di camminare continuamente su un diaframma di pietra lavica sottile come un wafer, sospeso sopra un abisso. Ma poi ti rendi conto che l'incubo vero è cominciato appena, perché ti accorgi che manca qualcuno, quel qualcuno che sai che c'è sempre. E  tutto il peso di quel vuoto - certi vuoti assoluti pesano anche in fisica - ricade sulle tue spalle. Forse sarà costruttivo. Insegnerà ad elaborare lutti. Permetterà una crescita più equilibrata. Forgerà il carattere in senso più nobile. Forse.