mercoledì 12 ottobre 2005

Terremto in Kashmir: Lo Stato dell'Arte


Buongiorno a tutti. Circa alle 6 di questa mattina, ora Italiana (quindi alle 9 del mattino locali) un devastante terremoto - magnitudo 7,6 della scala Richter, con epicentro nel Kashmir Pakistano, ha raso al suolo interi villaggi, ed è stato avvertito a Delhi, Islamabad e Kabul. Un primo riscontro - tratto da fonti militari - lancia una proiezione di migliaia di morti nelle zone impervie della frontiera montuosa tra India e Pakistan, mentre al momento già 500 sono le vittime accertate nel distretto di Manshera.
Questo scrivevo, direi troppo stringatamente, all'indomani del terremoto del 8/10/2005 in Kashmir.
Ora, però, è il caso di un qualche approfondimento, come mi è stato fatto notare da più di un lato. E quindi, obbediente siccome bimbo secchione, ecchime qua.

La prima scossa, fortissima, 7.6 Richter di magnitudo, ha colpito intorno alle 9.25 ora locale (circa le 6 del mattino in Italia) di sabato 8 ottobre 2005. L'epicentro 10 Km sotto Muzzafarabad, città del Kashmir pakistano, andata praticamente distrutta,.
Alla prima scossa ne sono seguite numerose altre. Ad oggi sono state rilevate 45 scosse di assestamento. A nord-ovest, il terremoto è stato avvertito nella North-West Frontir Province, dove ha fatto danni e vittime, e addirittura in Afghanistan. Le notizie hanno faticato a filtrare, anche perché le zone maggiormente colpite sono rimaste isolate. Il bilancio attuale delle vittime –forse provvisorio per sempre – parla di una proiezione di 30/40.000 vittime.
Esaurita la terribile cronaca dei fatti, proviamo oggi, dopo quattro giorni dalla tragedia, ad analizzare i risvolti politici della faccenda.
Anzitutto, sono piovute critiche alla macchina dei soccorsi. Sia in India che in Pakistan, la disperazione per la lentezza e la disorganizzazione delle operazioni ha sfiorato il tumulto popolare. Sonia Gandhi è stata contestata ad Uri. Dal lato Pakistano, il fatto che siano morti moltissimi bambini, quasi azzerando un’intera generazione, ha acuito le tensioni già altissime tra i civili. L’esercito ha faticato a raggiungere le zone più impervie, costringendo la gente a scavare a mani nude per estrarre i corpi dalle macerie, e cercare eventuali superstiti. Solo oggi, visto il miglioramento delle condizioni climatiche si è riusciti a riprendere le operazioni di scavo; in Kashmr – zona montuosa- è piovuto e nevicato per i giorni successivi alla scossa, rendendo ancora più difficile il transito dei mezzi su strade montuose e non asfaltate. Per aggiornamenti il sito della Tv indiana New Delhi Television è abbastanza aggiornato.
Per rendersi conto della tragedia e delle difficoltà dei soccorritori, si può fare una prova: Con un pprogramma di visione geosatellitare (Google Earth, Nasa World Wind), cercate la città di Uri, in India: Vedrete quanti villaggi montani si trovano nella zona colpita.
· India e Pakistan: due gestioni diverse
Appare chiara una differenza sostanziale nella condotta diplomatica di India e Pakistan: mentre il secondo richiede assistenza da parte degli organismi internazionali (Musharraf ha lanciato un appello che potete leggere QUI, l’India si trincera dietro un atteggiamento di rifiuto di ingerenze esterne, contando sulle proprie forze e assicurando un pieno controllo sulla situazione. Ciò che insospettisce è il quadro generale dell’informazione da parte indiana: sin dalle prime battute delle agenzie, è apparso subito chiaro un atteggiamento insipiente da parte degli organi di stampa On Line indiani. La precipitosa fornitura di cifre ufficiali da parte governativa (600 morti a Srinigar, 2000 case distrutte e alcune migliaia di senzatetto) stride con l’atroce calcolo di vittime fatto dall’esercito pakistano e da numerose ONG: inoltre mancano all’appello circa 10.000 persone nel Kashmir indiano, ma la notizia – per quanto ovvia - è stata data in maniera tardiva, e le è stato conferito poco risalto. Staremo a vedere. Appare quantomeno sospetto il fatto che un terremoto avvertito nell'Himachal Pradesh, nell'Uttaranchal, nell'Uttar Pradesh e persino in Madhya Pradesh e nei due Gujarat, che ha registrato danni agli edifici e paura tra la popolazione di Delhi sia stato così contenuto, visto che l’India non è certo il Giappone, in quanto a tecnologie antisismiche, e visto che la città di Uri non esiste più. Appare chiaro che le ambizioni indiane di leadership nel bacino dell’Asia Meridionale partono anche da prove di forza nel’agone internazionale; è già la seconda volta che l’India rifiuta aiuti, la prima fu in occasione dello Tsunami che cancellò le Andamane. E intanto Benedetto XVI auspica un aiuto internazionale, e prega Dio perché dia forza ai soccorritori.
· Primi problemi politici post catastrofe

Come spesso accade in occasione di eventi di portata così catastrofica, la società umana reagisce con la coesione tipica della specie che deve difendersi, salvo poi, a situazione “normalizzata” – e le virgolette sono d’obbligo – ricordarsi delle divisioni precedenti.
Niente eccezioni, nel nostro caso. Le dispute confinarie e l’odio politico e storico tra India e Pakistan sono stati accantonati giusto il tempo della pioggia. Poi?
Oggi, su un editoriale del Daily Times visibile QUI viene considerato il riaffiorare delle divisioni politiche in Pakistan, seppure in un ovvio e irrinunciabile clima di solidarietà. A sentire le dichiarazioni d’intenti nelle Tv Pakistane, le frizioni tra Sharif e Musharraf sembrano essere accantonate in favore della ricostruzione. Ma sotto la cenere la brace scotta assai.Le divisioni tra le parti politiche, divise tra interessi dell’esercito, ali filoamericane e filo-Pashtun vengono definite da analisti “una tragedia peggiore del terremoto”. In questo quadro si inserisce la delicatissima gestione degli aiuti indiani: Nella sua “nuova veste” di pretendente alla leadership dell’Asia meridionale, l’India offre aiuti al Pakistan, che faticano ad essere accettati, poiché questi esigerebbero il transito dell’esercito indiano nei territori contesissimi del Kashmir pakistano (Cfr. The Hindu, 11/10/2005 “A Tragedy and a Oportunity”).
La situazione , insomma, è in via di definizione, seppure tra mille difficoltà. Un’intera generazione di bambini è stata spazzata via, creando un danno forse insanabile per le popolazioni di quei posti.
Tra le fonti più aggiornate ed attendibili, consultate http://quakehelp.blogspot.com/
Si tratta di un blog di informazione sui fatti, usato come strumento operativo ai soccorritori e conoscitivo per i giornalisti.
Per un quadro geosismico della zona, ho trovato interessante questo sito: http://eduseis.na.infn.it/didattica/laboratorio7/laboratorio7.htm dove vengono intabellati statisticamente i terremoti più forti degli ultimi anni, permettendo una localizzazione delle aree sismiche peggiori del pianeta.
Per un quadro storico politico in lingua Italiana, consiglio il sito www.stinger.it, fondato dal mai abbastanza compianto Sergio Trippodo e diretto dalla brava Francesca Marino

mercoledì 10 agosto 2005

Atri, Etno Jazz Festival - Giovanni Locascio Live!


Ieri, 9 agosto, la Piccola Banda Ikona (al completo) si è esibita nella Piazza del Duomo di Atri (Te), in un concerto ricco e pastoso. Le mie percussioni si sono come sempre infilate tra basso e batteria (dei due compagni d'avventura Leo e Mario) con naturalezza, e la "botta" ritmica ne ha giovato, eccome. Brani come Aion, Tagama, Napoto Makambo , per esempio, ne sono usciti decisamente rinvigoriti. Il Sòr Cesàri ha un drumming che pare fatto apposta per incastrarsi e complementarsi con il mio, e Marione Rivera è uno di quei bassisti con i quali ti sembra di suonare da sempre. Te dà pure gli stacchi. Che puoi volere di più?
Presentato tre volte dal SòrSa come Hanagi Agi Mishra, mi sono esaltato nel leggere  - nelle migliaia di volantini che giravano per il paese il nome di Giovanni Locascio alle percussioni. A saperlo, avrei piazzato qualche stecca di proposito...
Scherzi a parte, il mio bellissimo nome ha problemi Karmici ad uscire fuori, ennesima conferma - se mai ce ne fosse stato bisogno - che devo sudare più del dovuto per raggiungere ciò che mi interessa davvero. Una sorta di "controblanciamento" al culo che ho per diverse altre ragioni. Bene: finche la bilancia è in pari, l'equilibrio regna sovrano, e la natura - più saggia dell'uomo - può operare le proprie scelte.
Presto vedrò di mettere le foto di questa bella serata sul mio sito (o quantomeno un link).
Io parto. Me ne vado in Sadegna per una breve, bastarda e meritata vacanza di una decina di giorni scarsi. Arrivederci a Porto S. Stefano, il 22 agosto, sempre con la Piccola Banda Ikona e il 23 e 24 a Carpineto romano con IncantaStorie.
Abbàci!
H.

martedì 2 agosto 2005

Foto Festa Hagi a Corchiano


...Oltre al commiato, ecco il link alle foto della mia festa il 28 luglio!

Pausa di Riflessione - Vacanze


Carissimi amici miei vicini e lontani,
Trovo il modo di scrivere due righe, dopo aver constatato ieri, al piccolo pub di Borgo, che capita sempre più di rado.
Lo spettacolo "Il Dolce Canto Degli Dei" (di Renato Giordano con Giancarlo Giannini, Silvia De Santis, Marco Quaglia e le musiche della Piccola Banda Ikona) è andato bene. Ho fatto due serate (una alle Leuciane di Caserta e un'altra al festival dei Tre Porti a Civitavecchia), in cui - udite, udite - ho suonato pure la BATTERIA. ora sabato mi aspetta il Fescennino d'oro a Corchiano con i DiversIncanti di Raffaela Siniscalchi, poi.....
ghghghhghghhhahahahgghghgggagg....
V A C A N Z E ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! !
E' stato bello stare con voi per quest'anno. Mi avete fatto compagnia, a vostro modo. Mi sono sentito un po' da un impersonale psicanalista catodico, raccoglitore di pensieri e sensazioni. Si ricomincerà tra non molto, diciamo a settembre, come a scuola.

mercoledì 6 luglio 2005

Incubi


Gli Incubi.
L'incubo è maledetto, perché scavalca tutte le dighe che la nostra coscienza frappone tra le nostre paure e il mondo che ci circonda. Così succede che a volte uno va a dormire, e si trova assediato dalle situazioni più temute; prova in maniera profonda tutte quelle situazioni per cui, in stato di veglia, lavora alacremente al fine di evitarle. Quando ciò accade, lo sfigato in questione si sveglia, e si trova a fare i conti con le riflessioni arrivate assieme al sogno. Non è bello. Forse sarà costruttivo. Insegnerà ad elaborare lutti. Permetterà una crescita più equilibrata. Forgerà il carattere in senso più nobile. Però -cazzo - è brutto assai. Lascia per tutto il giorno l'agghiacciante sensazione di camminare continuamente su un diaframma di pietra lavica sottile come un wafer, sospeso sopra un abisso. Ma poi ti rendi conto che l'incubo vero è cominciato appena, perché ti accorgi che manca qualcuno, quel qualcuno che sai che c'è sempre. E  tutto il peso di quel vuoto - certi vuoti assoluti pesano anche in fisica - ricade sulle tue spalle. Forse sarà costruttivo. Insegnerà ad elaborare lutti. Permetterà una crescita più equilibrata. Forgerà il carattere in senso più nobile. Forse.

Qualcosa sulla ricerca


Adesso invece (giornata dannatamente lunga) voglio fermare questo dannato tarlo della ricerca.
La ricerca anima l'uomo. La ricerca è il soffio vitale di ogni civiltà. La ricerca è arte e scienza, temporale e spirituale, mistica e politica, religione e laicità.
La ricerca fa bene alla collettività. Tutto chiaro. Fin troppo. Il fatto è che al SINGOLO la ricerca fa male.
Attenzione a non confondere i frutti della ricerca con il suo tormentato divenire. La ricerca è sofferenza, superata (e qui sta la grandezza) grazie ad una fermezza fuori norma, necessaria per sostenerne lo sforzo.
Il punto critico del ragionamento è questo: nella società occidentale, sempre più omologata al modello statunitense, il sacrificio del singolo non ha quel peso etico ricoperto ad altre latitudini. Il modello capitalistico a base individuale si basa su una certa tipologia di individuo-consumatore, il quale tende - ed è portato a tendere dal sistema sociale - all'egoismo. E' una penetrazione piuttosto profonda, ramificata anche nei tessuti sociali più primordiali, come la famiglia; colpisce - in molti casi - anche chi se ne crede immune.
Allora, calato nella realtà contestualizzata al qui e adesso il senso della ricerca appare profondamente cambiato. Il senso della rinuncia non ha quel sostegno sociale necessario per poter vedere - nei limitati orizzonti garantiti dall'eccesivo inurbamento - la convenienza del gesto. Quindi, oggi più di ieri, cercare è difficile e tortuoso. Bisogna tenere il punto con ostinazione. Riuscire a ragionare fuori sincrono con il  tempo che viviamo.

lunedì 4 luglio 2005

Eccomi. Non ero morto (quello era un altro, a S. Antioco...)


Oh, ma buongiorno! O buonasera, dipende dall'orario in cui mi leggete.
Perché tutto questo silenzio, mi si chiederà. Io risponderò, maleducatamente, con un'altra domanda: Cosa mi ha spinto a riscrivere?
Cerchiamo di dare un colpo al cerchio e uno alla botte. Il silenzio è dovuto ad una serie di motivi di natura esistenziale, difficili da dare in pasto all'etere (Cerchio). Mi perdoneranno i pochi lettori di queste righe, con la quasi totalità dei quali ho il privilegio di tessere relazioni personali. Il vuoto mentale è una brutta bestia, e ha motivi che a spiegarli risultano troppo banali. Le parole hanno i loro limiti, e di fare la parte del banalotto da reality show non mi si confà, neanche un po' (Botte).
Facciamo così: ho avuto tanto da fare. Quindi (cerchio e botte):
BUONGIORNO, (o buonasera - a seconda dall'orario in cui mi state leggendo)
Scusate il silenzio prolungato, ma ho avuto un periodo veramente denso. Lo spettacolo Incantastorie ha felicemente debuttato il 18 giugno, con repliche il 24 e 25. Buon successo, sia di pubblico che di critica. Chi volesse vederlo, può venire alla prossima data, il 7 luglio presso il teatro Anfitrione di Roma, previa prenotazione all'indirizzo info@incantastorie.it . Ho registrato le percussioni sul secondo disco di Amalia Gré, ma non prevedo serate - se non all'ultimo momento - con lei.
Viaggia invece la mia collaborazione con la Piccola Banda Ikona, con la quale avrò serate tra luglio e agosto in varie località. Stay Tuned.
Infine, è nata una nuova collaborazione con Raffaela Siniscalchi, dal titolo DiversinCanti, con cui parteciperò, il 6 agosto, alla kermesse del Fescennino d'Oro, organizzata da Piovani presso Corchiano (VT)
A proposito di Corchiano: per vie del tutto diverse collaboro con la sua fenomenale Banda. Ho passato tre giorni a S. Antioco con loro, in una situazione talmente delirante da dover essere trattata a parte. Ari-Stay Tuned.
In ultima analisi, un paio di cose. La prima la dedico all'Avvocato. Ci sono circostanze in cui i ringraziamenti possono dare fastidio, poiché possono sembrare fuori luogo. In realtà, l'essere scossi in una certa maniera, porta naturalmente al "Grazie". Diciamo che si farà in modo che nessuno abbia nemici. Col tempo, ci si arriverà.
La seconda a chi aspettava con impazienza qualcosa di geniale da queste righe. La cifra della mia creatività compositiva, in questo momento, è nella frase che vi dedico. Ci si arriverà.